Le malattie infiammatorie croniche intestinali, come colite ulcerosa e malattia di Crohn, coinvolgono almeno 264.000 persone e hanno un impatto profondo sulla qualità della vita, soprattutto perché colpiscono spesso giovani e adulti nel pieno della loro vita sociale e lavorativa. Ansia, paura delle riacutizzazioni, incertezza sul futuro e stigma accompagnano spesso l’esperienza di malattia. Eppure, nonostante il 97% dei pazienti senta il bisogno di un supporto psicologico, più di due su tre non lo ricevono. È anche da questa consapevolezza che nasce la campagna nazionale “Colite ulcerosa, IO ESCO”, promossa da Alfasigma insieme ad AMICI Italia, che mette al centro un nuovo modo di prendersi cura dei pazienti: più personalizzato, più umano e realmente multidisciplinare. Ma c’è anche un altro tema importante: quello dell’appropriatezza terapeutica. Ancora oggi molti pazienti con colite ulcerosa ricorrono al cortisone per controllare i sintomi, una soluzione spesso rapida ma che nel lungo periodo può comportare effetti collaterali e ritardare l’accesso a terapie più efficaci. In questo video, se ne parla con Salvo Leone, Presidente IFCCA e Direttore Generale AMICI Italia ETS; Edoardo Vincenzo Savarino, Segretario Generale IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) e Professore Associato di Gastroenterologia – Dip.to di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche, Università degli Studi di Padova.
Interviste di Irma D’Aria
Riprese di Lavinia Labella
Montaggio di Livia Crisafi